La nuova disciplina in materia di domicilio digitale degli amministratori di società


L’art. 1, comma 860, della l. 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025) ha introdotto, per gli amministratori di società, l’obbligo di indicare un proprio domicilio digitale e di comunicarlo ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese. Tale obbligo trovava originariamente fondamento nell’art. 16, comma 6, del d.l. 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla l. 28 gennaio 2009, n. 2, ed era limitato alle imprese costituite in forma societaria; successivamente, l’art. 5, comma 1, del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221) ne aveva esteso l’applicazione anche alle imprese individuali che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane.

Tale intervento normativo ha però dato luogo, sin da subito, a rilevanti incertezze applicative, generando una pluralità di interpretazioni circa l’ambito di applicazione dell’obbligo e le modalità di assolvimento dello stesso.

Al fine di chiarire il significato e la portata della nuova disciplina è intervenuta la circolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 12 marzo 2025, prot. n. 43836, recante “Introduzione dell’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese del domicilio digitale degli amministratori di imprese costituite in forma societaria. Prime indicazioni operative” e, successivamente, l’Orientamento n. 3 dell’8 maggio 2025 della Commissione paritetica Unioncamere–Consiglio Nazionale del Notariato, dedicato al domicilio digitale degli amministratori.

Un ulteriore intervento legislativo è contenuto nell’art. 13, comma 3, del d.l. 31 ottobre 2025, n. 159, pubblicato nella G.U. n. 254 del 31 ottobre 2025 ed entrato in vigore il medesimo giorno. Sebbene il decreto-legge riguardi principalmente la diversa materia delle misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile, esso modifica l’art. 5, comma 1, del d.l. 179/2012, stabilendo che:

– le parole «nonché agli amministratori» siano sostituite dalle seguenti: «nonché all’amministratore unico o all’amministratore delegato o, in mancanza, al presidente del consiglio di amministrazione»;

– dopo il primo periodo sia aggiunto il seguente: «Il domicilio digitale dei predetti amministratori non può coincidere con il domicilio digitale dell’impresa. Le imprese che sono già iscritte nel registro delle imprese comunicano il domicilio digitale dei predetti amministratori entro il 31 dicembre 2025 e, in ogni caso, all’atto del conferimento o del rinnovo dell’incarico».

Per effetto di tali modifiche, l’obbligo di comunicazione del domicilio digitale non riguarda più la generalità degli amministratori, ma è circoscritto all’amministratore unico, all’amministratore delegato ovvero, in assenza di deleghe, al presidente del consiglio di amministrazione. Ne consegue che, in presenza di un organo amministrativo collegiale, l’attivazione di un apposito indirizzo di posta elettronica certificata è richiesta con riferimento a un solo componente.

La norma precisa inoltre che il domicilio digitale dell’amministratore non può coincidere con quello dell’impresa, recependo così l’interpretazione già fornita dalla circolare del MIMIT del 12 marzo 2025, che aveva escluso la possibilità di indicare l’indirizzo PEC della società quale domicilio digitale dell’amministratore.

Il domicilio digitale deve essere comunicato in occasione di ogni conferimento o rinnovo dell’incarico a partire dalla data di entrata in vigore del d.l. 159/2025 (31 ottobre 2025). In mancanza di tali eventi, le società già iscritte nel registro delle imprese hanno dovuto effettuare la comunicazione entro il 31 dicembre 2025.

L’art. 13, comma 4, del d.l. 159/2025 dispone infine che, in caso di mancata comunicazione del domicilio digitale, si applichi l’art. 16, comma 6-bis, del d.l. 29 novembre 2008, n. 185. Tuttavia, la formulazione della disposizione appare imprecisa, poiché essa fa riferimento alla “mancata comunicazione del domicilio digitale di cui al comma 5”, senza individuare con chiarezza la norma cui tale comma si riferisce, considerato che: l’art. 13 del d.l. 159/2025 consta di soli quattro commi; l’art. 5 del d.l. 179/2012 prevede, al comma 2, una sanzione limitata alla sola ipotesi di mancata comunicazione del domicilio digitale delle imprese individuali; l’obbligo di comunicazione del domicilio digitale delle imprese costituite in forma societaria è sancito dall’art. 16, comma 6, del d.l. 185/2008, mentre la relativa sanzione è prevista dal successivo comma 6-bis.

Ritenendo, dunque, che il legislatore abbia inteso estendere il regime sanzionatorio anche all’ipotesi di omessa comunicazione del domicilio digitale dell’amministratore unico, dell’amministratore delegato o del presidente del consiglio di amministrazione, dovrebbe trovare applicazione l’art. 16, comma 6-bis, del d.l. 185/2008. Tale disposizione prevede che l’ufficio del registro delle imprese, qualora riceva una domanda di iscrizione da parte di un’impresa costituita in forma societaria priva dell’indicazione del domicilio digitale, sospenda la domanda stessa, anziché irrogare la sanzione di cui all’art. 2630 c.c., fino all’integrazione della comunicazione. Fatto salvo quanto testé detto, previsto dal primo periodo per le imprese di nuova costituzione, i soggetti di cui al comma 6 (ovvero le imprese costituite in forma societaria) che non hanno indicato il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale è stato cancellato dall’ufficio del registro delle imprese ai sensi del comma 6-ter, sono sottoposti alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, in misura raddoppiata, con contestuale assegnazione d’ufficio di un nuovo domicilio digitale.

In virtù di quanto detto, dunque, qualora una domanda di iscrizione sia presentata all’ufficio del registro delle imprese senza l’indicazione del domicilio digitale dell’amministratore, l’ufficio del registro delle imprese dovrà sospendere la pratica sino alla relativa integrazione, in luogo dell’immediata irrogazione della sanzione.

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The new regulation on the digital domicile of company directors

Article 1, paragraph 860, of Law 30 December 2024, n. 207 (Budget Law 2025) introduced, for directors of companies, the obligation to indicate their digital domicile and to communicate it for the purpose of registration in the register of companies.  This obligation was originally based on Article 16, paragraph 6, of Legislative Decree 29 November 2008, n.185, converted from Law 28 January 2009, n. 2, and was limited to companies incorporated in corporate form; subsequently, Article 5, paragraph 1, of Legislative Decree 18 October 2012, n. 179 (converted from law 17 December 2012, n.  221) had extended its application also to individual undertakings applying for first registration in the register of undertakings or in the register of craft undertakings.

This regulatory intervention, however, gave rise, immediately, to significant application uncertainties, generating a plurality of interpretations about the scope of application of the obligation and the methods of fulfilling it.

In order to clarify the meaning and scope of the new discipline, the circular of the Ministry of Enterprises and Made in Italy of 12 March 2025, prot. n. 43836, containing “Introduction of the obligation to register in the register of companies of the digital domicile of directors of companies incorporated in corporate form. First operational indications” and, subsequently, Orientation no. 3 of 8 May 2025 of the Joint Commission Unioncamere–National Council of Notaries, dedicated to the digital domicile of directors.

A further legislative intervention is contained in Article 13, paragraph 3, of d.l. 31 October 2025, n. 159, published in G. U. n. 254 of 31 October 2025 and entered into force on the same day. Although the decree-law mainly concerns the different matter of urgent measures for the protection of health and safety in the workplace and in the field of civil protection, it modifies Article 5, paragraph 1, of Legislative Decree 179/2012, establishing that:

– the words “as well as the directors” are replaced by the following: “as well as the sole director or the chief executive officer or, failing that, the chairman of the Board of directors”;

– after the first period the following is added: “The digital domicile of the aforementioned directors may not coincide with the digital domicile of the company. Companies that are already registered in the register of companies communicate the digital domicile of the aforementioned directors by December 31, 2025 and, in any case, at the time of conferment or renewal of the assignment”.

As a result of these changes, the obligation to communicate the digital domicile no longer concerns the generality of the directors, but is limited to the sole director, the chief executive officer or, in the absence of powers, the chairman of the Board of directors. It follows that, in the presence of a collegial administrative body, the activation of a specific certified e-mail address is required with reference to only one component.

The rule also specifies that the digital domicile of the director cannot coincide with that of the company, thus transposing the interpretation already provided by the circular of MIMIT of March 12, 2025, which had excluded the possibility of indicating the PEC address of the company as the digital domicile of the director.

The digital domicile must be communicated on the occasion of each assignment or renewal of the assignment from the date of entry into force of Legislative Decree 159/2025 (October 31, 2025). In the absence of such events, companies already registered in the commercial register had to make the communication by 31 December 2025.

Article 13, paragraph 4, of Legislative Decree 159/2025 finally provides that, in the event of failure to communicate the digital domicile, Article 16, paragraph 6-bis, of Legislative Decree 29 November 2008, n. 185 shall apply. However, the wording of the provision appears inaccurate, since it refers to the “failure to communicate the digital domicile referred to in paragraph 5”, without clearly identifying the norm to which this paragraph refers, considering that: Article 13 of Legislative Decree 159/2025 consists of only four paragraphs; Article 5 of Legislative Decree no.  179/2012 provides, in paragraph 2, a sanction limited only to the case of failure to communicate the digital domicile of individual companies; the obligation to communicate the digital domicile of companies incorporated in corporate form is enshrined in Article 16, paragraph 6, of Legislative Decree 185/2008, while the relative sanction is provided for in the following paragraph 6-bis.

Considering, therefore, that the legislator has intended to extend the sanctioning regime also to the hypothesis of failure to communicate the digital domicile of the sole director, the chief executive officer or the chairman of the board of directors, Article 16, paragraph 6-bis, of Legislative Decree 185/2008 should be applied.  This provision provides that the Company Registry office, if it receives an application for registration by a company incorporated in a corporate form without the indication of the digital domicile, suspends the application itself, instead of imposing the sanction referred to in Article 2630 of the Civil Code, until the communication is completed.  Without prejudice to the foregoing, provided for in the first period for newly established companies, the subjects referred to in paragraph 6 (i.e. companies incorporated in corporate form) who have not indicated their digital domicile by October 1, 2020, or whose digital domicile has been deleted by the Company registry office pursuant to paragraph 6-ter, are subject to the sanction provided for by Article 2630 of the Civil Code, to a doubled extent, with the simultaneous assignment of a new digital domicile.

By virtue of what has been said, therefore, if an application for registration is submitted to the Commercial register office without the indication of the administrator’s digital domicile, the Commercial register office will have to suspend the practice until the relative integration, instead of the immediate imposition of the penalty.

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