Contratti di rete fra professionisti e attività notarile


L’art. 12 comma 3 della Legge 22 maggio 2017 n. 81 estende ai professionisti l’uso dei modelli di aggregazione precedentemente riservati alle imprese (contratti di rete, consorzi stabili, associazioni temporanee) con l’obiettivo di favorire la partecipazione a bandi e l’assegnazione di incarichi privati.

Tali forme associative sono accessibili sia ai professionisti individuali sia alle associazioni professionali o società tra professionisti (STP), indipendentemente dalla natura della professione esercitata (ordinistica o non regolamentata).

La finalità del ricorso a tali aggregazioni non si limita alla partecipazione a bandi pubblici, ma comprende anche l’aumento della capacità di ottenere incarichi professionali anche da privati, delineando una causa contrattuale simile a quella dei modelli imprenditoriali corrispondenti.

Gli obiettivi strategici dichiarati dal legislatore (aumento della competitività, innovazione, partecipazione a bandi) sono considerati finalità di politica legislativa e non elementi costitutivi essenziali della causa.

La causa concreta del contratto di rete, inteso come tipo negoziale polimorfico, è compendiata nel programma di rete, che indica gli scopi e le modalità di realizzazione del progetto comune, mescolando interessi individuali e collettivi.

L’estensione della disciplina dei contratti di rete tra imprese ai professionisti opera nei limiti della compatibilità, data la specificità delle attività professionali. Le reti “pure” (tra soli professionisti individuali o associazioni professionali) non possono essere iscritte nel registro delle imprese e sono, pertanto, reti-contratto senza soggettività giuridica, prive di pubblicità camerale. Le Società tra Professionisti (STP), essendo iscritte al registro delle imprese, potrebbero consentire l’acquisizione della soggettività giuridica alla rete se tutti i retisti sono STP, pur essendoci posizioni ministeriali restrittive in merito.

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali e pubblicitari per le reti-contratto tra professionisti, in assenza di soggettività giuridica, non è richiesto un onere formale specifico (salvo libertà delle forme) e l’organo comune agisce come mandatario con o senza rappresentanza, con applicazione delle norme sulla rappresentanza non commerciale.

A livello fiscale, i contratti di rete tra professionisti senza soggettività giuridica sono tassati in misura fissa (imposta di registro), in quanto considerati vincoli di destinazione non traslativi.

In presenza di soggettività giuridica (ipoteticamente per reti costituite da STP), la rete è soggetta all’imposta sul reddito (IRAP) e all’IVA ed è obbligata alla tenuta delle scritture contabili.

Le reti miste, composte da imprese e professionisti, sono ammesse e danno prevalenza agli obiettivi strategici di accrescimento della capacità innovativa e competitività tipici delle reti di impresa.

Si ritiene che le reti miste possano conseguire o meno la soggettività giuridica e iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese o adottare la pubblicità c.d. frammentata sulle posizioni dei singoli esercenti attività di impresa partecipanti alla rete.

La collaborazione in reti miste, sotto forma di contratto di rete, fra l’imprenditore e il professionista, non deve violare le regole deontologiche dei rispettivi ordinamenti professionali, nel qual caso pur restando la validità civilistica del contratto, non potrà escludersi una responsabilità deontologica del professionista.

Per quanto riguarda i contratti di rete fra notai occorre evidenziare che l’attività notarile, caratterizzata da funzioni pubbliche e un rigoroso esercizio individuale, esclude l’esercizio in forma societaria secondo la Legge 183/2011.

L’associazione tra notai ex art. 82 della legge notarile è un modello organizzativo blando, a rilievo meramente interno per la ripartizione di proventi e spese e non è configurabile come ente collettivo con soggettività o personalità giuridica.

Nonostante la possibilità di mantenere ciascuno il proprio studio, il contratto di rete tra notai deve escludere dalla condivisione i segmenti dell’attività essenziali e personalissimi (come l’indagine della volontà delle parti e la stipula dell’atto pubblico).

Il programma di rete tra notai può prevedere l’acquisto centralizzato di beni strumentali o la stipula di convenzioni con altri professionisti (tecnici o legali) per attività propedeutiche o di supporto. È possibile condividere personale attraverso distacco e codatorialità per lo svolgimento di attività collaterali alla stipula, come gli adempimenti post-atto (repertoriazione, registrazione, ecc.), sotto il controllo e la direzione personale del notaio.

La partecipazione a una rete consente di superare i limiti territoriali previsti per le associazioni notarili ex art. 82 l.not., mantenendo l’autonomia organizzativa di ciascun notaio retista.

La legittimità dei contratti di rete tra notai deve essere verificata in relazione al principio della personalità della prestazione notarile e al nuovo codice deontologico. Attività organizzative condivise (come l’acquisto centralizzato di beni o la costituzione di uffici studi) non intaccano la personalità della prestazione notarile. Il divieto di esternalizzazione degli adempimenti (art. 42 codice deontologico) non impedisce che il file venga elaborato da personale dipendente o collaboratore condiviso nell’ambito della rete, purché sia sotto il controllo personale del notaio rogante.

La condivisione del personale in una rete professionale è idonea ad assicurare la riservatezza dei dati personali, a condizione che vengano adottate le misure previste dalla normativa privacy (GDPR), inclusa l’informativa al cliente e la nomina dei responsabili del trattamento.

Per quanto riguarda la possibilità di ricorrere ad accordi stabili per il conferimento sistematico di incarichi a professionisti esterni (es. tecnici per controlli urbanistici), essi in astratto sono leciti, ma con le dovute cautele in quanto potrebbero configurare una restrizione della concorrenza se non sono trasparenti, non esclusivi o fissano condizioni vincolanti.

In ultimo, si evidenzia che appare più delicata la questione relativa all’ammissibilità di reti miste o interprofessionali (notaio-imprese o notaio-altri professionisti); tali contratti di rete sono civilisticamente leciti, ma potrebbero violare il principio deontologico del divieto di servirsi dell’opera di procacciatori d’affari se i retisti agissero in tale veste per il notaio.

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Network contracts between professionals and notarial activities

Art. 12 paragraph 3 of the Law 22 May 2017 n. 81 extends to professionals the use of aggregation models previously reserved for companies (network contracts, stable consortia, temporary associations) with the aim of encouraging participation in tenders and the assignment of private assignments.

These forms of association are accessible both to individual professionals and to professional associations or societies between professionals (STPs), regardless of the nature of the profession exercised (legal or unregulated).

The purpose of the use of such aggregations is not limited to participation in public tenders, but also includes the increase in the ability to obtain professional assignments even from private individuals, outlining a contractual cause similar to that of the corresponding business models.

The strategic objectives declared by the legislator (increase in competitiveness, innovation, participation in tenders) are considered legislative policy purposes and not essential constituent elements of the cause.

The concrete cause of the network contract, understood as a polymorphic type of negotiation, is summarized in the network program, which indicates the purposes and methods of implementation of the common project, mixing individual and collective interests.

The extension of the discipline of network contracts between companies to professionals operates within the limits of compatibility, given the specificity of professional activities. “Pure” networks (between only individual professionals or professional associations) cannot be registered in the register of companies and are, therefore, contract networks without legal subjectivity, without chamber advertising. Companies between Professionals (STPs), being registered in the register of companies, could allow the acquisition of legal subjectivity to the network if all retists are STPs, although there are restrictive ministerial positions on the matter.

With regard to the tax and advertising aspects for networks-contract between professionals, in the absence of legal subjectivity, a specific formal burden is not required (except freedom of forms) and the common body acts as a proxy with or without representation, with application of the rules on non-commercial representation.

At the tax level, network contracts between professionals without legal subjectivity are taxed to a fixed extent (register tax), as they are considered non-translational destination constraints.

In the presence of legal subjectivity (hypothetically for networks consisting of STP), the network is subject to income tax (IRAP) and VAT and is obliged to keep accounting records.

Mixed networks, composed of companies and professionals, are allowed and give priority to the strategic objectives of increasing the innovative capacity and competitiveness typical of business networks.

It is considered that mixed networks may or may not achieve legal subjectivity and register in the ordinary section of the Business register or adopt so-called fragmented advertising on the positions of individual business operators participating in the network.

The collaboration in mixed networks, in the form of a network contract, between the entrepreneur and the professional, must not violate the deontological rules of the respective professional systems, in which case, while remaining the civil validity of the contract, a deontological liability of the professional cannot be excluded.

With regard to network contracts between notaries, it should be noted that the notarial activity, characterized by public functions and a strict individual exercise, excludes the exercise in corporate form according to Law 183/2011.

The association between notaries and art art. 82 of the notarial Law is a bland organizational model, with a purely internal emphasis for the distribution of income and expenses and is not configurable as a collective entity with subjectivity or legal personality.

Despite the possibility of each maintaining his own studio, the network contract between notaries must exclude from sharing the essential and very personal segments of the activity (such as the investigation of the will of the parties and the conclusion of the public deed).

The network program between notaries can provide for the centralized purchase of capital goods or the stipulation of agreements with other professionals (technical or legal) for preparatory or support activities. It is possible to share personnel through posting and codatorship for the performance of activities that are collateral to the stipulation, such as post-act obligations (repertoriation, registration, etc.), under the control and personal direction of the notary.

Participation in a network allows you to exceed the territorial limits provided for notary associations and art, maintaining the organizational autonomy of each retist notary.

The legitimacy of network contracts between notaries must be verified in relation to the principle of personality of notarial service and the new code of conduct. Shared organizational activities (such as the centralized purchase of assets or the establishment of study offices) do not affect the personality of the notary service. The prohibition of outsourcing of obligations (art. 42 Code of ethics) does not prevent the file from being processed by employees or collaborators shared within the network, provided that it is under the personal control of the notary rogante.

The sharing of personnel in a professional network is suitable to ensure the confidentiality of personal data, provided that the measures provided for by privac normativa legislation (GDPR) are adopted, including the information to the customer and the appointment of data processors.

As regards the possibility of recourse to stable agreements for the systematic assignment of assignments to external professionals (e.g. technicians for urban planning controls), they are in the abstract lawful, but with due caution as they could configure a restriction of competition if they are not transparent, non-exclusive or set binding conditions.

Finally, it should be noted that the question of the admissibility of mixed or interprofessional networks (notary-companies or notary-other professionals) appears more delicate; such network contracts are civilistically lawful, but could violate the deontological principle of the prohibition of using the work of business procurers if the retists acted in this capacity for the notary.

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